| La famiglia e Chiamparino |
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| Martedì 02 Marzo 2010 13:04 |
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PESARO - «Non posso sposarvi perché la legge italiana non lo consente - ha detto loro Chiamparino - ma ho voluto presenziare questa bella cerimonia augurandomi che la mia presenza possa servire a far dire a tutti che siete cittadini di serie A, come tutti noi». «Vi ringrazio - ha aggiunto - per aver capito subito che questa cerimonia non poteva svolgersi in un luogo istituzionale, perché nelle istituzioni devono avvenire atti legali. Se cambiano le leggi anche le istituzioni cambiano». A Torino il 27 febbraio 2010, il sindaco Chiamparino ha sposato simbolicamente due donne, Antonella e Deborah, conviventi da nove anni e le sue sono state parole di una dignità esemplare contro le quali si smorzano i tentativi di deligittimare quello che ormai dovrebbe essere considerato un atto di civiltà. A Pesaro la lista civica Pesaro a 5 stelle ha presentato una mozione che chiede di istituire il registro delle unioni civili, anche omosessuali, registro che per altro esiste in moltissime città d’Italia, compresa Ancona; contro la nostra azione già si sono levati gli scudi dei perbenisti, certa Tartaglione e certo Giannotti che fingono di non sapere che famiglia è l’unione di persone conviventi e legati da vincolo affettivo. Di loro certo non ci stupiamo, siamo abituati a vederli annaspare per coprire gli scandali all’interno del loro partito (escort, feste, viaggi, massaggi, ballerine…) e contemporaneamente ad inneggiare al primato della famiglia consacrata dal matrimonio; ci stupiamo invece di non aver visto scendere in campo chi dovrebbe difendere i diritti dei più deboli e discriminati. Partito Democratico ci sei? Batti un colpo! Le donne della lista civica "Pesaro a 5 stelle" |

















