PESARO - “E io pago…. e io pago”, diceva Totò nel suo celebre film del 1950 “47 morto che parla”. Sono tre parole oramai celebri, che con il trascorrere degli anni sono divenute di uso comune nell’immaginario collettivo del cittadino che paga le tasse e che sempre più spesso si accorge che tanto denaro viene sperperato dalla pubblica amministrazione con l’arroganza che solo chi detiene il potere può avere.
Esempi eclatanti non mancano: basta guardare “Striscia la notizia”, il telegiornale satirico di Canale 5, che quasi ogni sera evidenzia sprechi di denaro soprattutto attraverso interventi edificatori pubblici del costo di milioni di euro: costruzioni iniziate ma che non giungono a compimento, oppure costruzioni finite ma che non vengono utilizzate. Viene da chiedersi: che Pesaro sia un’isola felice in questo settore della pubblica amministrazione? Per saperlo bisognerebbe addentrarsi nel cuore dei bilanci del Comune, della Provincia, delle Aziende Sanitarie, meandri oscuri per noi semplici cittadini. Missione impossibile. Qualche notizia è comunque inaspettatamente trapelata: infatti il 4 gennaio scorso su un quotidiano locale si è letto che la Provincia di Pesaro e Urbino fin dal 2003 stava finanziando un Centro Salute e Benessere interno alla Provincia stessa che è costato circa 50.000 euro l’anno. Non solo, si è letto che la Provincia stava finanziando anche una ricca consulenza del costo di 42.600 euro, il cui scopo era quello della “Ricerca sulla popolazione ittica del pesce scazzone”. Ritengo che per i pesaresi fosse fondamentale sapere quanti pesci scazzone ci sono nei nostri fiumi e che gli stessi non vedessero l’ora di conoscere i risultati della ricerca. Nello stesso articolo si leggeva che l’ex presidente Ucchielli così giustificava nel 2004 il Centro Salute e Benessere: “…una buona salute dell’azienda passa anche attraverso una buona salute dei dipendenti: far star bene le persone per fare stare meglio i cittadini…”. Mi piace pensare che i cittadini forse sarebbero stati meglio sapendo che i loro circa 300.000 euro complessivi erano stati utilizzati diversamente e che i dipendenti della Provincia, per stare bene, frequentavano i vari Centri Salute e Benessere privati esistenti in città fuori dell’orario di servizio. E per fortuna che il Comune e le altre Aziende pubbliche non hanno seguito l’esempio. E poi è arrivato il tanto atteso cambiamento: ad Ucchielli è subentrato Ricci, è subentrata una ventata di gioventù. Nessun interesse per i pesci scazzone, cancellato il Centro Salute e Benessere (perché i dipendenti della Provincia dovrebbero avere bisogno dello psicologo e del fisioterapista e gli altri dipendenti pubblici no?), rimane aperto solamente il “centro antiviolenza” per le donne, che ha due figure pagate tra cui una psicologa. Ma è davvero possibile che a Pesaro tante donne corrono un così grande rischio di essere violentate, tanto da giustificare l’esistenza del “centro antiviolenza” in Provincia? Al presidente Ricci l’ardua risposta.
Redazione Policity.it
- dati sul centro antiviolenza
|SAdministrator
|2010-02-09 11:16:51
Dati emersi sulla stampa locale di novembre 2009 parlavano di 50 richieste di aiuto da parte di donne "violentate" in soli 11 mesi dell'anno. Quindi secondo me il centro antiviolenza serve, eccome, e personalmente ho anche consigliato una persona a rivolgervisi.
Lei ringrazi pure chi vuole ma il sig. Bruno Consani ha scritto il suo pezzo riciclando notizie già apparse sulla stampa locale, per iniziativa del nuovo Presidente della Provincia, il quale ha ritenuto opportuno mettere in evidenza le sue decisioni. Assunte autonomamente, non certo per effetto dell'iniziativa dell'opposizione. Nessuna rivelazione adesso - quindi - così come nessuna iniziativa, prima, da parte dell'opposizione in Consiglio provinciale.
L'analisi di Filippo Crescentini non fa una piega. In democrazia l'opposizione deve essere il garante del controllo, la sua latitanza è sconveniente per tutti. Sono grato a Bruno Consani per averci informati. Gli organi d'informazione hanno il dovere di riferire i fatti all'opinione pubblica affinché ognuno possa fare le proprie considerazioni, sia nei riguardi di chi amministra che nei confronti di coloro che dovrebbero vigilare.
Le cose citate come esempi di spese non prioritarie ( o sprechi) sono state fatte in segreto? Oppure sono state comunicate anche alla stampa, previa adozione dei dovuti atti amministrativi? E allora, dov'era l'opposizione? Credo che la cosa più deprimente, per chi ha inserito il commento (che dovrebbe essere - se non mi sbaglio, nel qual caso mi scuso - un esponente del PDL, coté ex AN) sia che la maggioranza che governa la Provincia deve provvedere da sola alle dovute correzioni, senza ricevere nessun impulso da parte della minoranza, che non s'accorge di niente. Minoranza addormentata e silente. Capito, adesso, perchè non c'è alternanza, nel governo locale? Per chi si colloca a destra dello schieramento politico locale, mi sembra che ci sia molto poco da ridere...
Trovo ironico l'articolo, la domanda sul centro antiviolenza mi sembra posta in maniera seria e in ogni caso mi pare lecita. Sarebbe interessante, per conoscere meglio la nostra società, sapere quante sono le persone che si sono rivolte al centro per avere assistenza. L'esistenza di questo istituto è stato adeguatamente propagandato? Aiutare le persone in difficoltà è un dovere sociale, è ben fatto tutto ciò che serve allo scopo.
sigh! ha fatto molti più danni striscialanotizia di qualsiasi governo si sia succeduto dalle nostre parti...
p.s. se questo signore avesse anche solo una vaga idea dei dati che riguardano le violenze subite dalle donne (nel circa 90% dei casi da mariti/conviventi/famigliari/parenti/amici), forse si rimangerebbe il suo superficiale sarcasmo.